Un libro scritto a quattro mani ben riuscito poichè non si nota per nulla alcuna differenza di scrittura e stile che avrebbe, in caso contrario, ostacolato la lettura.
I personaggi sono ben descritti, la storia ha un ritmo incalzante e geniali sono le prove con relative soluzioni delle missioni affidate ai protagonisti.
E’ in fondo, la descrizione dei compromessi cui spesso ci si deve adattare per raggiungere uno scopo. La ricerca di un modo più semplice per avere ciò che si vuole limitando lo sguardo a ciò che viene richiesto di fare senza guardare il tutto, le conseguenze della propria azione e le proprie responsabilità in quell’atto.
E’ il modo in cui va avanti il mondo oggi. Dalla scuola alla politica.
Il Mazziere è in fondo “Dio” con il suo disegno e chiama i suoi adepti a fare una piccola cosa di un grande disegno che solo Lui ha in mente. Siamo abituati a questo tipo di pensiero dal catechismo radicato in noi. Ma queste sono solo mie considerazioni, una lettura che va al di là del romanzo o di ciò che gli autori avevano intenzione di dire scrivendolo.
Gli autori, che sono al di sopra del Mazziere, in questo romanzo hanno giocato una perfetta partita a scacchi.
Nadia
K non l’ho letto e le tue recensioni sono sempre interessanti, nadia, ma mi permetto osservare, e forse faccio un off-topic che spero mi perdonerai, che siccome tutti siamo Cristo, secondo me, le “pedine” in gioco dovrebbero imparare a “muoversi” usando più il cuore, che la fredda ragione per mangiarsi l’un l’altra.